Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

IL CUSTODE NON EQUIVALE AL PORTIERE AI FINI DELLA NOTIFICA

Il custode non può essere equiparato al portiere ai fini della notifica della cartella . 

E' questa la conclusione emersa dalla sentenza 1930/16/2018 del Ctr Lazio. 

Leggi i commenti

In una bellissima villa in provincia di Pavia per un convegno oggi . Bellissimo passeggiare fra i viali , come negli antichi castelli della Loira. # giardini#giardino#fiori @Casteggio

Leggi i commenti

Il varo delle Lucie. La Lucia è una barca caratteristica del Lago di Como, il cui nome si deve a Lucia la protagonista di Promessi Sposi. Ogni anno c'è un Palio sul lago e quest' anno l'ultima tappa sarà a Bellano, sul ramo di Lecco con la Federazione Italiana Canottaggio Sedile Fisso. #lucia #barca #battel #battello #promessisposi #renzoelucia #manzoni #libro #romanzo

Leggi i commenti

INDENNITA' IN CASO DI LICENZIAMENTO - DECRETO DIGNITA'

 

Stretta anche sui licenziamenti nei contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti (D. lgs 23/2015). Se il licenziamento non è per:

  1. giustificato motivo oggettivo,
  2. o per giustificato motivo soggettivo,
  3. o giusta causa

l’indennità spettante al lavoratore, sale da un minimo di 6 (prima era 4) ad un massimo di 36 mensilità (in precedenza 24). Si tratta di una indennità non soggetta a contribuzione calcolata sull’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR



 

Leggi i commenti

DECRETO DIGNITA' - CONTRATTI A TERMINE

CONTRATTI A TERMINE

E' entrato in vigore il cd Decreto Dignità che disciplina , fra altre cose, i contratti a termine, oggetto di numerose modifiche legislative nel corso degli ultimi anni.

Lo scopo della riforma è quello di disincentivare l'utilizzo dei contratti a termine a favore dei contratti cd stabili.

  1. la loro durata complessiva scende da 36 a 24 mesi;
  2. possibilità di proroghe che passa da cinque a quattro.
  3. Il contratto può essere libero solo per i primi dodici mesi; al rinnovo successivo ritornano infatti le "causali", ovvero gli imprenditori devono specificare le ragioni per le quali si intende proseguire quel contratto a tempo optando fra due fattispecie;
  4. aumento dei contributi dello 0.50% ad ogni rinnovo (oltre i 12 mesi);
  5. massimo 20% sul totale degli occupati.
  • esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria;
  • necessità temporanee e oggettive, estranee all'attività ordinaria, o per necessità di sostituire altri lavoratori che magari sono in ferie.

Le novità valgono per i nuovi contratti ma anche per rinnovi o proroghe di contratti in corso. Per i contratti della Pa e per gli stagionali resta tutto come prima: anche a questi ultimi non si applica il discorso delle causali.

Importanti i seguenti punti: 

 

  1. Il lavoratore può impugnare un contratto a tempo entro 180 gg dalla cessazione;
  2. i costi di licenziamento, nel caso di illegittimità, salgono del 50%;
  3. A titolo di indennizzo possono essere richieste dalle 6 alle 36 mensilità. 

Leggi i commenti

Correre nei boschi con questa calura è come decidere di dare il proprio corpo in pasto alle zanzare, che banchettano allegramente, Nonostante Autan vari. Mi viene in mente quel vecchio cartone della Disney Lillo e Stich, dove gli alieni consideravano noi umani specie di cibo per le zanzare. Non sono più zanzare ma avvoltoi... #zanzare #punture #autan #diochemale #prude#ovunque

Leggi i commenti

Canottaggio sedile fisso. Premiazioni campionato regionale #canottaggioitaliano #canottaggio #pusianolake #campionatiitaliani @Lake of Pusiano

Leggi i commenti

Nella vita ci sono sempre problemi. Credo sia normale. In fondo la vita è fatta di prove da superare e ostacoli da saltare, come nelle migliori gare di atletica. L'importante è non arrendersi mai perché superato un ostacolo qualcuno sarà sempre così cortese da rimettertene un altro sulla strada per farti inciampare.

Leggi i commenti

È rara una foto in cui rido e qui non mi ricordo l' esatto motivo per cui stavo sorridendo. Una foto a tradimento #risate #risa #applausi @Como, Italy

Leggi i commenti

PERDITA DELLA QUALIFICA DI ENTE NON COMMERCIALE

Perdita della qualifica di ente non commerciale

La qualifica di ente non commerciale risultante dall’atto costitutivo o dallo statuto non è esaustiva, ai sensi dell’art.73, comma 4 del nuovo TUIR, ai fini della definizione dell’ente, ma la stessa deve essere necessariamente verificata in base ai criteri recati dall’art.149 del nuovo TUIR.

Il comma 1 stabilisce una presunzione legale in base alla quale “indipendentemente dalle previsioni statutarie, l’ente perde la qualifica di ente non commerciale qualora eserciti prevalentemente attività commerciale per un intero periodo d’imposta”.

Pertanto, se l’ente esercita in maniera prevalente attività commerciali per un intero periodo d’imposta, perde la qualifica di ente non commerciale, indipendentemente da quando indicato nello statuto o nell’atto costitutivo, e di conseguenza diviene soggetto al regime previsto per gli enti commerciali.

Quanto all’espressione “intero periodo d’imposta” usata dal legislatore, la circolare n.124/E del 1998 ii ha chiarito che è “sufficiente, per valutare la prevalenza dell’attività commerciale, che tale prevalenza sussista per la maggior parte del periodo d’imposta. Quindi, in presenza di attività commerciale prevalente per la maggior parte del periodo d’imposta l’ente perde la qualifica di ente non commerciale a decorrere dall’inizio del medesimo periodo”.

Al fine di verificare la natura commerciale dell’ente, si tengono in considerazione “anche” alcuni parametri elencati dal comma 2, indicativi dell’esercizio predominante di attività commerciali.

Dall’espressione usata dal legislatore “si tiene conto anche dei seguenti parametri” emerge la volontà di non collegare automaticamente la perdita della qualifica di ente non commerciale al verificarsi delle condizioni previste dal comma 2.

La circolare 124/E chiarisce che i parametri previsti dal comma 2 non configurano presunzioni legali, ma semplici indizi valutabili in concorso con le caratteristiche complessive dell’ente.

Pertanto, non è sufficiente il verificarsi di una o più delle condizioni previste dal comma 2, per determinare il mutamento di qualifica, ma è necessario un giudizio più complesso che tenga conto di tutti gli elementi desumibili dall’analisi delle specifiche realtà esaminate. I parametri da prendere in considerazione, sia pure come semplici indizi, sono i seguenti: a) prevalenza delle immobilizzazioni relative all’attività commerciale, al netto degli ammortamenti, rispetto alle restanti attività; b) prevalenza dei ricavi derivanti da attività commerciali rispetto al valore normale delle cessioni o delle prestazioni riguardanti l’attività istituzionale; c) prevalenza dei redditi derivanti da attività commerciali rispetto alle entrate istituzionali, quali contributi, sovvenzioni, liberalità e quote associative; d) prevalenza dei componenti negativi inerenti all’attività commerciale rispetto alle altre spese.

Per stabilire la prevalenza delle immobilizzazioni relative all’attività commerciale, la circolare n.124/E ha chiarito che il raffronto va effettuato tra le immobilizzazioni relative all’attività commerciale - tra le quali devono comprendersi tutte le tipologie indicate nell’art.2424 c.c. e cioè le immobilizzazioni materiali, le immobilizzazioni immateriali e le immobilizzazioni finanziarie – e gli investimenti relativi alle attività istituzionali ivi compresi gli investimenti relativi alle attività decommercializzate.

Per quanto concerne la lettera c) che prende testualmente in esame la “prevalenza dei redditi derivanti da attività commerciali rispetto alle entrate istituzionali, intendendo per queste ultime i contributi, le sovvenzioni, le liberalità e le quote associative”, la circolare n.124/E ha precisato che il “raffronto va effettuato fra i componenti positivi del reddito d’impresa e le entrate derivanti dall’attività istituzionale”.

Da entrambi i termini del raffronto vanno esclusi i contributi percepiti per lo svolgimento di attività aventi finalità sociale in regime di convenzione o accreditamento. Detti contributi, infatti, non concorrono alla formazione del reddito degli enti non commerciali ai sensi dell’art.143, comma 3, lett.b), del nuovo TUIR.

Il comma 3 dell’art.149 del nuovo TUIR stabilisce che il mutamento di qualifica opera a partire dal periodo d’imposta in cui vengono meno la condizioni che legittimano la agevolazioni e comporta l’obbligo di comprendere tutti i beni facente parte del patrimonio dell’ente nell’inventario di cui all’art.15 del DPR n.600 del 1973.

L’iscrizione nell’inventario deve essere effettuata entro sessanta giorni dall’inizio del periodo d’imposta in cui ha effetto il mutamento di qualifica secondo i criteri di cui al DPR n. 689 del 1974. Considerato che il mutamento di qualifica rileva sin dall’inizio del periodo d’imposta nel corso del quale si verifica, la circolare 124/E ha precisato che l’ente fin dall’inizio del periodo d’imposta deve operare una valutazione prospettica della propria attività ai fini della corretta qualificazione tributaria e, conseguentemente, dovrà porre in essere gli adempimenti contabili previsti dalla normativa vigente per gli enti commerciali fin dall’inizio del periodo d’imposta nel quale l’ente stesso ritiene di assumere la qualifica di ente commerciale, onde evitare la ricostruzione del reddito sulla base di elementi presuntivi nonché l’applicazione delle sanzioni per la violazione delle norme relative alla tenuta della contabilità. Il comma 4 dell’art.149 del nuovo TUIR precisa che né l’esercizio prevalente di attività commerciale di cui al comma 1, né i parametri del comma 2 comportano la perdita della qualifica di ente non commerciale nei confronti degli enti ecclesiastici riconosciuti come persone giuridiche agli effetti civili e delle associazioni sportive dilettantistiche.

La qualificazione dell’ente non commerciale effettuata in base alle disposizioni dell’art.149 del nuovo TUIR opera anche ai fini IVA, giusta il disposto dell’ultimo comma dell’art.4 del DPR n.633 del 1972.

Leggi i commenti

INDIVIDUAZIONE DELL'OGGETTO ESCLUSIVO O PRINCIPALE DELLA ATTIVITA' E I CRITERI PER LA LORO INDIVIDUAZIONE

Individuazione dell’oggetto esclusivo o principale dell’attività I criteri per l’individuazione dell’oggetto esclusivo o principale dell’attività sono dettati dai commi 4 e 5 dell’art.73 del nuovo TUIR.

Il comma 4 dispone che l’oggetto esclusivo o principale dell’attività per gli enti residenti è determinato in base alla legge (per gli enti pubblici), all’atto costitutivo o allo statuto, se esistenti in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata.

Qualora l’atto costitutivo o lo statuto non sia redatto in una delle predette forme, il comma 5 stabilisce che l’oggetto principale dell’ente residente è determinato in base all’attività affettivamente esercitata nel territorio dello Stato.

Quest’ultima disposizione si applica in ogni caso agli enti non residenti. La circolare n. 124/E del 12 maggio 1998 i[1] ha chiarito che “per oggetto principale si intende l’attività essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari dell’ente indicati dalla legge, dall’atto costitutivo o dallo statuto.

Pertanto, ai fini della qualificazione dell’ente come commerciale o non commerciale, occorre anzitutto avere riguardo alle previsioni contenute nello statuto, nell’atto costitutivo o nella legge.

Nell’ipotesi in cui i menzionati atti prevedano lo svolgimento di più attività, di cui alcune di natura commerciale ed altre di natura non commerciale, per la qualificazione dell’ente occorre fare riferimento all’attività che per lo stesso risulta essere essenziale, vale a dire quella che gli consente il raggiungimento degli scopi primari e che tipicizza l’ente medesimo.

Se l’attività essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari è non commerciale, l’ente deve annoverarsi tra quelli non commerciali, sia ai fini delle imposte sui redditi che dell’imposta sul valore aggiunto e, conseguentemente, deve essere, rispettivamente assoggettato alla disciplina recata dal Titolo II, Capo II, del nuovo TUIR (nda) e dall’art.4 del D.P.R. n.633 del 1972, nonché alla disciplina contabile prevista per tale categoria di enti. Diversamente, l’ente, ancorché dichiari finalità non lucrative, è considerato ente commerciale quando l’attività essenziale per la realizzazione degli scopi tipici è di natura commerciale”

Leggi i commenti

QUALIFICAZIONE DI ENTE NON COMMERCIALE

Qualificazione degli enti non commerciali La lett.c) del comma 1 dell’art.73 del D.P.R. n.917 del 1986, come modificato dal D.Lgs. n.344 del 2003, di seguito per brevità nuovo TUIR, fornisce la nozione generale di “ente non commerciale”, individuando tale tipologia soggettiva negli enti pubblici e privati diversi dalle società, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali.

L’elemento distintivo degli enti non commerciali è costituito, quindi, dal fatto di non avare tali enti quale oggetto esclusivo o principale lo svolgimento di una attività di natura commerciale.

ai fini della qualificazione dell’attività come commerciale deve farsi riferimento alle disposizioni dell’art.55 del nuovo TUIR. Pertanto, il carattere commerciale dell’attività si evidenzia in modo oggettivo, a prescindere dalla natura dell’ente, dalla destinazione degli utili e dalla totale assenza di finalità lucrative.

 

Leggi i commenti

<< < 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 20 30 40 50 60 70 80 > >>
Su